Giorno 23 – Riportando tutto a casa

È il nostro (sigh!) ultimo giorno, per cui va accuratamente pianificato! Sveglia presto (ma non così presto!), facciamo gli zaini, riempiamo la valigia dal prezzo orgogliosamente contrattato e liberiamo la stanza. Cioè: chiamiamo la reception e chiediamo una mano coi bagagli (che gli lasceremo per tutta la giornata), e nel frattempo che aspettiamo, Gaia scende a saldare il conto e lasciare le cartoline da spedire. La ragazza non parla due parole di inglese due, e la cosa comincia a diventare stressante…alla fine biascica che il ragazzo è andato su a controllare minibar e affini, e appena torna possono fare il conto definitivo. Bene, io aspetto serena! Due minuti e la ragazza alza il telefono; sbarra gli occhi, risponde in fretta, guarda Gaia con occhi sempre più sbarrati; Gaia comincia a temere che dietro di lei ci sia un mostro con tre occhi; poi con un altro biascicamento, fa la seguente affermazione terrorizzata: “There is…someone in your room!!!!”Si… “My husband is waiting there for the luggage” Facce ancora più terrorizzate. Bene, e ora? Per fortuna la questione si risolve quando arriva il ragazzo coi bagagli, seguito dal marito ignaro. Non credo che scorderò mai la faccia terrorizzata della tipa al pensiero che qualcuno fosse nella stanza.

Riusciamo finalmente ad uscire dall’albergo e a ripercorrere i simpatici pochi metri che ci separano dalla metropolitana, destinazione Tempio del Cielo. Che, secondo la guida, è all’uscita di una metro. Si. Dopo una cosa come 5 km,

_SKY2765

fortunatamente su un viale alberato molto piacevole. Qui capiamo che della Cina, decisamente, non abbiamo capito una mazza. Il Tempio del Cielo è una città, così tanti edifici uno dentro l’altro, o uno dopo l’altro, ponti, fontane, giardini: immensi giardini. Non siamo in Canada, non c’è scritto “per favore, calpestate l’erba”, ma il risultato è lo stesso. E’ questo il luogo dove il governo cinese fece piantare non si sa quante specie di alberi praticamente in via di estinzione,perché aveva capito che l’inquinamento a Pechino era arrivato a un livello intollerabile. Eh già, i 200 alberi han proprio risolto il problema.

_SKY2775

Mentre ci prepariamo ad entrare in uno degli edifici al centro (su una superficie che si aggira intorno ai 100 kmq) dei giardini, sentiamo un canto provenire da destra e ci accorgiamo di un assembramento di persone sotto uno dei famosi alberi. Ci avviciniamo anche con un po’ di timore, magari gli rompiamo le scatole, ma loro continuano a cantare. Sono tutti di mezza età, se non proprio vecchietti, alcuni cantano in quello che sembra un coro organizzato, con tanto di direttore e spartiti, altri semplicemente passano, ascoltano, si fermano li e cominciano a cantare anche loro. Non riesco a descrivere bene la sensazione. Potevano essere imperialisti nostalgici, comunisti che cantavano le vecchie canzoni di propaganda, tibetani che cantavano li perché nessuno gli avrebbe rotto le scatole, non lo sappiamo, ma l’emozione che ci lasciano è qualcosa di dolce e triste, una melodia che dovrebbero conoscere tutti e che invece è solo quel gruppetto, sotto a quegli alberi, a cantare in un pomeriggio di settembre. Magari poi è la canzone più in voga in tutta la Cina, di nuovo, non lo sappiamo; ma dà proprio l’idea di qualcosa di dimenticato, che solo loro tengono in vita.

_SKY2778

_SKY2779

Superiamo il momento diabete (ma Gaia canticchierà la canzone per tutta la giornata, ignara di cosa stia declamando. Però nessuno ci ha arrestato, quindi magari è innocua) e cammina cammina arriviamo all’ultimo dei tre importanti edifici presenti nel complesso ovvero l’altare circolare: in realtà l’unico un po’ divertente! Si tratta di un enorme terrazza circolare, strutturata su tre livelli, (che equivalgono se non ricordiamo male all’Imperatore, alla Terra e al Cielo. La particolarità è che questo altare è costruito in modo che parlando dal centro, e grazie a quale non sappiamo fenomeno fisico-acustico, la propria voce torna indietro amplificata e rimbombante. In questo modo quando l’Imperatore parlava da li era convinto di essere in intimità col Dio del raccolto (almeno crediamo…)!

_SKY2935

_SKY2937

Foto di rito scattate l’uno all’altra mentre l’altra o l’uno provavano l’ebrezza di parlare col Dio del raccolto!

Le terrazze sono composte da 40 “spicchi”… e Gianni ha deciso di fotografare ogni spicchio per regalarci questa panoramica…

Cina

Scendiamo e… chi ti troviamo? due sposini, freschi freschi… vestiti di entrambi di rosso… “allora non sono l’unica!” dice Gaia! Cammina cammina ancora, sfiniti arriviamo alla porta nord del Tempio del Cielo (noi siamo entrati da quella sud, ma non chiedeteci quanti km abbiamo fatto. Ci rifiutiamo di saperlo); prendiamo un taxi e con l’infallibile tecnica ormai collaudata gli mostriamo l’indirizzo sulla guida e ci facciamo portare a mangiare l’anatra (sgnam!).

_SKY2786

_SKY2823

_SKY2831

_SKY2853

_SKY2865

E come appunto dicevamo… l’anatra!

_SKY2945

Usciamo dal ristorante con l’idea di andarcene in una o due parti della città ancora sconosciute, e sapendo dove siamo (il posto dove abbiamo mangiato è famoso) cerchiamo di capire quanto dista a piedi la nostra destinazione. Peccato che non siamo affatto dove pensavamo di essere: il tassista ci ha portato senza ombra di dubbio in un ristorante che si chiama così (Roast Duck qualcosa), ma non all’indirizzo che gli abbiamo dato noi. Tecnica infallibile, dicevamo.

A questo punto, noi che non ci arrendiamo davanti a niente, ci incamminiamo per cercare un taxi lungo la strada, dopo un po’ lo troviamo e neanche Gianni fa in tempo a mettere piede nella macchina che il tassista lo guarda e: “O soooooooooooooooole mioooooooooooooo”, al che Gianni ha la prontezza di rispondere “sta’n front’a ttttteeeeeeeeeeeeeee!!!!” Il mistero delle foto con Gianni è svelato: hanno praticamente visto un fantasma per strada… erano tutti affascinati dalla sua somiglianza col defunto tenore ! Il tassista, tralaltro, è il Bruce Lee dei tempi d’oro: scolpito (beh, senza Gianni un po’ di ansia la metterebbe), scuro di pelle (relativamente a un cinese), espressione cattiva che probabilmente è solo concentrata. Almeno, con noi è stato carinissimo: ma forse era l’emozione di avere Pavarotti in macchina. Bruce ci porta nella via che gli indichiamo (la zona commerciale della Pechino sud-est) per l’esorbitante somma di 20 yuan (3 euro circa). Parliamone…

Scendiamo dal taxi tra i gorgheggi dell’amico sosia di Bruce Lee e ci incamminiamo verso l’ingresso di questa via, un po’ spostata dalla strada principale, quando veniamo placcati da uno strano tipo. Ci chiede come stiamo, dove andiamo, etc.etc.etc., e poi guarda Gianni (macchina fotografica assente e relegata nello zaino) e gli fa: “You are an artist, aren’t you?” Al che ci mettiamo a ridere e decidiamo che è simpatico, magari vuole affibbiarci qualcosa ma è simpatico. Ci propone di visitare la sua esposizione di stampe fatte a mano che è sulla strada per il posto dove stiamo andando noi…e andiamo, va. La parte inquietante arriva quando guarda Gaia e con la massima naturalezza fa “Ah, and you work as a teacher, right?”. Questo è il momento del racconto in cui il tipo mette paura e i giovani sposi si guardano un attimo allarmati. Arriviamo al luogo dove, secondo lui, fa lezione agli studenti all’università e espone i loro ed i suoi dipinti, che è un palazzo come tanti altri, entriamo e prendiamo un ascensore. Il pianterreno è come la casa a Mosca: mette paura, ma questo sul serio. Poi sali, e ti ritrovi…all’università, con tanto di cartelli che indicano i corsi, le sale dei professori etc. Beh, quindi tante katsate non ce le ha raccontate.

Ovviamente lui è li per venderci un dipinto; noi puntiamo un regalo e lo prendiamo volentieri, declinando l’offerta di comprarne altri 4 come vorrebbe lui. Eh vabbè, amico… non sei amico fino a questo punto! Ci riaccompagna fuori, e nel prendere l’ascensore stavolta passiamo per il piano interrato, dove sale un addetto al magazzino (pare!): ecco, mettiamola così, se fossimo scesi nel buio, fumoso, scartavetrato e paurosissimo piano interrato PRIMA di aver visto le aule dell’università, allora si, saremmo agilmente scivolati alle sue spalle in perfetto stile ninja, per non rivederlo mai più.

Insomma, salutiamo il nostro amico e cerchiamo di arrivare dove volevamo arrivare (dove? boh! a questo punto tutta Pechino è paese!); conosciamo anche la via del Corso locale, o meglio, la via del Corso della sub-zona ovest dell’area sudest del quadrante nord della zona pari a un quindicesimo di Pechino…le distanze e le dimensioni continuano a impressionare. Siamo comunque in una via dove si alternano centricommerciali e negozi modernissimi a banchetti che vendono frutta fresca eccetera!

_SKY2948

_SKY2956

Ma, dopo una luuuuuuunga puntata nell’Apple Store (perfettamente inutile, ma che non ci passi a guardare un iPad con le scritte in cinese??),

_SKY2954

e anche nel negozio Nikon (per scoprire che la d800 costa di meno in Europa, strano ma vero) andiamo a cercare l’ennesimo taxi per visitare una microstradina che è la viuzza degli antiquari, in realtà una viuzza di robivecchi che però sembrano tanto i vecchi negozietti di paese: questa è una Pechino silenziosa (la strada principale, che seppure per loro è una normale strada urbana in realtà è praticamente una superstrada, si trova a ben 500 metri!),

_SKY2968

girano solo biciclette e ogni tanto qualche macchina isolata, e non è che i negozi siano floridi.

_SKY2975

Andiamo dai negozietti di qualsiasi cosa purché vecchio e impolverato a veri e propri negozi di antiquariato con l’esposizione a pian terreno e i pezzi segreti in soffitta. Non è una battuta, in uno ci siamo entrati e ci siamo ritrovati catapultati in uno di quei poliziotteschi anni 70, dove c’è il contrabbandiere cinese con tutta la roba nascosta in soffitta… ma vedere i vasi Ming che sono vasi Ming sul serio fa una certa impressione (in realtà ci siamo anche chiesti quanta di quella roba fosse paccottiglia e quanta fosse… ehm… come dire… legale?). Usciamo dalla viuzza e troviamo il nostro taxi.

Stavolta troviamo la metro per tornare indietro. Scendiamo per l’ultima volta (per ora, per ora!) a piazza Tienanmen, e Gianni in preda a un raptus creativo decide di andare a fare le ultime foto al teatro di Pechino e poi indietro per un ultima panoramica della piazza e l’ammainabandiera!

_SKY2970

_SKY2992

_SKY3030

_SKY3037

_SKY3039

_SKY3054

_SKY3093

tienanmen

È fatta anche questa… e già con nostalgia ci incamminiamo verso il giardino a fianco dell’ingresso della città proibita,

_SKY3143

_SKY3144

verso il ristorante dove torniamo a cena per salutare il luogo prima di partire. Chicca della serata, la ragazza che ci porta il vino e ci fa “Si, questo è della stessa casa di quello dell’altroieri sera, ma è il bianco. Eh? Certo che mi ricordo di voi, non siete gli sposi?”. Lacrimuccia, ci stai tutta, nella penombra del giardino pensile in cui si incastrano i tavoli.

_SKY3150

Non credo avremo mai nostalgia dell’aria così difficile da respirare, o della folla infinita che si riversa in ogni dove e quando, a qualsiasi ora e latitudine della città, ma forse l’avremo dei giardini, piccole (si fa per dire) oasi nella follia cittadina, della lingua così strana eppure così da…uccellini, sicuramente dei ravioli e di qualsiasi cosa commestibile, della gentilezza di tutti i cinesi (si, vi assicuriamo, è vero che sembrano tutti uguali!) e di tutta la storia che qui, a differenza del resto della Cina, esce fuori da ogni angolo nonostante il governo ci abbia provato a seppellirla.

Arriva anche il momento di tornare indietro; sospirando ci avviamo verso l’albergo, recuperiamo le valigie e stipiamo tutto nel taxi del nostro ormai amico (Hello?… Hello! Hello Hello!), che dirige la prua verso l’aeroporto, a sole 2 h e spicci di distanza (praticamente siamo arrivati in un altra regione).

_SKY3158

Aereoporto

La Turkish ci accoglie con un sacco di sorrisi, noi un po’ meno. Nonostante tutto, è meno triste di quel che pensavamo. Sarà perché il viaggio di ritorno nella Business turca è un esperienza da provare(benedette miglia avanzate!!), o forse semplicemente perché è un percorso a cui non riusciamo a pensare con tristezza. C’è, ci sarà, la nostalgia del ritorno. Ma per ora, avvolti nella poltrona allungabile, la sensazione è quella di aver visto, detto, mangiato e fatto tutto quello che si poteva, in tutti i Paesi dove si poteva, nel modo migliore in cui si poteva.

_SKY3195

_SKY3196

24 giorni di bellezza.

GG

roma-pechino-roma

Post Scriptum

Ci tengo (Gianni) a sottolineare un paio di cose sul viaggio di ritorno… la Business Class è fantastica, ma la Business della Turkish è ancora più fantastica… ci hanno portato nell’ordine:
apritivo analcolico
stuzzichini per aperitivo
champagne
altro champagne (effettivamente quando ho detto all’assistente di volo che io ho paura di volare mi ha detto subito “vuole bere qualcosa di alcolico sir?)
ancora champagne da sorseggiare leggendo il menu alla carta per la cena e compilando le preferenze per la colazione della mattina
antipasto misto (tipico turco)
primo
secondo (agnello)
carrello dei dolci (si esatto, non dolce ma carrello dei dolci)
tutto annaffiato da champagne
cognac

Qui sono crollato, financo io che ho paura del volo mi sono abbioccato, con sommo stupore e gioia di Gaia!

al mattino:

caffè
cappuccino
brioche
uova strapazzate
formaggio
pane.

Scesi a Istanbul (facevamo scalo) nella saletta lounge abbiamo degustato

Caffè

succo di frutta
torta al cioccolato
torta alle mele

Sull’aereo da Istanbul a Roma invece ci hanno riproposto

aperitivo di benvenuto analcolico
stuzzichini per aperitivo
caffè
cappuccino
brioche
uova strapazzate
fomaggio
pane (come sull’altro volo)
e dopo un po’… champagne… e che non ne bevi un po’ pure qui?

arrivati a Roma

Cappuccio e cornetto con Zio e Zia che ci sono venuti a prendere…

_SKY3200

e poi via a mangiare il pesce… morale? abbiamo mangiato praticamente più nel viaggio di ritorno che in quello di andata! 🙂

Grazie per l’attenzione fin qui! e chissà che non si torni a scrivere! 🙂 HASTA LUEGO! GG!

Post-Post Scriptum

Molti, tra parenti, amici e persone che seguivano questo blog ci hanno chiesto con più o meno insistenza “ma quando pubblicate l’ultima puntata?”. Puntata che, ci teniamo a sottolineare, è stata scritta pochissimi giorni dopo l’arrivo a roma, e quindi fresca nella memoria e ancora intrisa dell’aria di questo bellissimo viaggio. L’aver aspettato tanto a pubblicare l’ultima parte del viaggio è dipeso da due fattori, uno “scatenante”, l’altro, contingente…

il fattore scatenante è stato il brusco ritorno alla vita di tutti i giorni dove prendersi un’oretta per sistemare le foto e pubblicare l’articolo è molto difficile… ma sappiamo benissimo tutti quanti che è solo una scusa… la verità è che pubblicare quest’ultima parte del viaggio è un po’ come riconoscere che è finito, e questo ci faceva intristire parecchio. E così con varie scuse abbiamo procrastinato il più possibile questo momento… in realtà forse anche troppo, essendo passato quasi un anno dal nostro ritorno. Chiudiamo così quest’ultima pagina di diario di una delle più belle avventure che abbiamo mai vissuto, che ci ha portato dall’altra parte del mondo (letteralmente), ci ha fatto visitare luoghi lontani, conoscere culture diverse, mangiare cibi delicati e buonissimi, scoprire bellezze impensate. Tutte le cose belle devono finire… ma ciò non vuol dire che debbano finire tutte le cose belle! Questo diario è chiuso… ma questo è l’unico modo per poterne aprire un altro… e quindi puntiamo la bussola verso la nuova avventura, e chissà… magari ci andrà di raccontarla come questa… e troveremo qualcuno a cui andrà di leggere il nostro racconto! Qui Roma, Gaia e Gianni vi salutano! Hasta Luego… e grazie di tutto!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...